LA DONNA E LA MAGIA DELLA GRAVIDANZA
La gravidanza rappresenta per ogni donna un evento
assolutamente speciale. Un essere umano si sviluppa e cresce attraverso
un altro essere umano per poi nascere! Diventare mamma, perciò, è
un’esperienza emozionale, fisica e mentale, fortissima.
In questa rubrica tratteremo alcuni suggerimenti attraverso i quali
aumentare la propria attenzione sul proprio corpo e sul bimbo che si
porta in grembo, imparando così a conoscersi meglio proprio mentre lui
sta crescendo.Il parto è un evento di portata simbolica enorme. Pochi altri momenti
della vita sono altrettanto intrisi di carnalità e poesia, paura e
meraviglia!
Non è sempre facile capire i segnali che il nostro corpo trasmette: a volte la voglia di rimanere incinta induce in errore e alcuni segnali possono essere fraintesi. Per avere la certezza, quindi, è sempre meglio fare un test di gravidanza. Ecco però quali sono i segnali più comuni di una gravidanza in corso.
ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA
Controllo del Peso in Gravidanza
Partiamo quindi con il ricordare e sottolineare alcune regole fondamentali da seguire e alcuni criteri basilari da rispettare. Ad esempio, occorre innanzitutto prestare attenzione alle misure iniziali - pre-gravidiche - della gestante e calcolare il suo indice di massa corporea o Body Max Index. La formula da utilizzare è molto semplice. Basta dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. In altre parole, ipotizziamo di avere a che fare con una certa signora Maria. E mettiamo che questa, all'inizio dei nove mesi di gravidanza, misuri 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso. Il calcolo da effettuare sarà 65 diviso 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell'intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che la signora Maria ha un indice di massa corporea nella norma (verrà definita "normopeso") e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potrà fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.
Se il suo body mass index fosse invece risultato inferiore a 19,8, la signora Maria sarebbe stata definita "magra" o - soprattutto in caso di valori inferiori a 18,5 - addirittura "sottopeso". Per lei verrebbe quindi giudicato fisiologico un aumento di peso in gravidanza compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Al contrario una signora che iniziasse la propria gestazione con un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovrebbe cercare di limitare la propria crescita ponderale durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Una donna, infine, che presenti un indice di massa corporea superiore a 30 già prima di rimanere incinta (quindi tendente all'obesità), non dovrà aumentare in gravidanza più di 7 chilogrammi.
Il secondo concetto da rimarcare si riferisce alla distribuzione - fisica e temporale - dei chili che la donna viene ad acquistare nel corso delle quaranta settimane in questione. Intanto occorre ricordare che l'aumento di peso è molto più significativo nella seconda metà della gravidanza (dalla ventesima settimana in poi). Quindi l'aver mantenuto un buon peso nelle prime venti settimane non deve diventare il pretesto per lasciarsi andare nella fase successiva.
Inoltre dobbiamo tenere presente che tale aumento di peso non è imputabile solo ed esclusivamente ad un corrispondente aumento di grasso corporeo ma anche a molti altri fattori: il feto ad esempio, che alla fine della gestazione graverà sulla bilancia per circa tre chili e mezzo. E ancora il liquido amniotico in cui questo è immerso e naturalmente la placenta che, da sola, arriverà a pesare circa 500 grammi.
Inoltre la maggior parte delle donne in gravidanza dovrà fare i conti con problemi più o meno intensi di ritenzione idrica, quindi con edemi e gonfiori, soprattutto agli arti inferiori; per quanto fastidiosi, questi rappresentano l'inevitabile e necessario effetto delle trasformazioni ormonali tipiche di questa fase. Non parliamo poi degli altrettanto fisiologici aumenti che riguarderanno l'utero, il seno e lo stesso sangue circolante.
Il dato positivo, se così lo vogliamo definire, riguarda però il post-parto. Ovviamente i chili dovuti al feto e agli annessi come la placenta verranno persi immediatamente dopo la nascita del bambino. Allo stesso modo, salvo particolari condizioni patologiche, i problemi di ritenzione idrica verranno smaltiti piuttosto rapidamente.
Resteranno invece da "riassorbire" i veri chili di tessuto adiposo accumulati in gravidanza. Ecco perché un aumento controllato di peso durante la gestazione renderà anche il recupero successivo più semplice e indolore.
Lo stesso recupero della forma fisica dopo il parto, d'altra parte, dovrà rispettare tempi e modalità ben precise. Alcuni, un po' provocatoriamente, affermano addirittura che la gravidanza duri 18 mesi invece di nove. I primi nove servono per formare, sviluppare e far nascere il bambino. I secondi nove servono invece a riportare la madre a condizioni fisiche simili a quelle pre-gravidiche. Un obiettivo possibile ma da perseguire in modo controllato e senza rischiose impazienze.
Non è sempre facile capire i segnali che il nostro corpo trasmette: a volte la voglia di rimanere incinta induce in errore e alcuni segnali possono essere fraintesi. Per avere la certezza, quindi, è sempre meglio fare un test di gravidanza. Ecco però quali sono i segnali più comuni di una gravidanza in corso.
Segnali di gravidanza
- Capezzoli più scuri Per effetto degli ormoni della gravidanza e dell’aumentata irrorazione sanguigna, l’areola e la vulva diventano più scure. Probabilmente i piccoli rilievi sull’areola, i cosiddetti tubercoli di Montgomery, appaiono più sporgenti e di un marrone più intenso.
- Seno più sensibile Non riesci più a dormire a pancia in giù? Per effetto della tempesta ormonale che si scatena subito dopo la fecondazione, le ghiandole mammarie crescono, il seno diventa più grosso e più duro e la donna spesso avverte una tensione dolorosa.
- Piccole perdite marroni Queste perdite possono verificarsi anche all'inizio della gravidanza. Tuttavia bisogna sempre consultare il medico. Le perdite di colore marrone possono infatti avere anche molte altre cause.
- Sensibilità agli odori Molte donne incinte sono particolarmente sensibili agli odori. In gravidanza tutti i sensi si affinano. I ricercatori ipotizzano un ingegnoso disegno della natura: gli alimenti facilmente deperibili come la carne e il pesce, ma anche sostanze che si dovrebbero evitare (alcol, caffè, sigarette) vengono percepiti dalle future mamme come sgradevoli. Questo meccanismo protegge la mamma e il bambino.
- Pancia dura e gonfia L’aumentata produzione del progesterone in gravidanza limita l’attività dell’intestino, causando stitichezza e sensazione di gonfiore. Problemi di questo tipo si possono però avere anche indipendentemente da una gravidanza.
- Tensione al basso ventre Avverti una tensione al basso ventre diversa dal solito mal di pancia che precede il ciclo? L’utero si prepara alla gravidanza e ciò è accompagnato appunto da una tipica tensione al basso ventre. L’utero cresce, l’irrorazione sanguigna aumenta, compaiono nuovi vasi. Questa trasformazione viene percepita dalle mamme in attesa e molte dicono: “Nella mia pancia sta succedendo qualcosa”. Per la maggior parte delle donne l’iniziale senso di fastidio dovuto al bambino che cresce nella pancia è diversa dai disturbi al basso ventre che si hanno con il ciclo.
- Fame da lupi Il processo di trasformazione che inizia con la gravidanza richiede forze e il corpo consuma più energia. Per questo motivo molte mamme in attesa hanno più appetito. Tuttavia le donne vengono assalite da attacchi di fame anche prima delle mestruazioni oppure in periodi di forte stress. Nei primi tre mesi a letto presto e dieta equilibrata.
- Stanchezza L’inizio della gravidanza è accompagnato dalla stanchezza e a volte anche da un senso di vertigini. Il motivo: nei primi mesi la pressione del sangue si abbassa un po’. Farsi la doccia alternando acqua calda e acqua fredda, un’alimentazione equilibrata e passeggiate all’aria aperta possono migliorare la condizione fisica generale. Vertigini e stanchezza possono anche essere dovute ad anemia: basta fare gli esami del sangue.
- Stimolo di fare pipì Man mano che la gravidanza procede e la pancia cresce, il bisogno di urinare aumenta. Ma anche nello stadio iniziale molte donne devono andare in bagno più spesso del normale. Ciò dipende dal più alto livello di estrogeno. Questi ormoni rilassano i tessuti, allentano i muscoli e per questo anche l’uretra resiste meno a lungo alla pressione della vescica.
- Malessere al mattino Questo cliché si addice perfettamente a una gravidanza. Soprattutto se si ripete per più giorni consecutivi. Il responsabile della sensazione di malessere è l’ormone della gravidanza HCG. Alcune donne sono molto sensibili a questo ormone, altre meno. Una volta appurata la gravidanza, l’agitazione legata alla novità può aumentare il senso di nausea. In caso di frequenti attacchi di vomito la futura mamma deve parlarne al medico.
- Come un leggero strappo all’inguine All’inizio della gravidanza viene prodotto molto più estrogeno, che allenta i legamenti in modo che possano adattarsi alla pancia che cresce. Ciò si manifesta appunto con una sensazione di tensione o puntura nella regione inguinale. Il dolore può comunque essere dovuto anche a uno strappo.
ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA
Prima Regola: Non Mangiare per due!
Parlare di alimentazione in gravidanza significa prestare attenzione alla quantità, alla qualità e alla distribuzione dei cibi assunti, e dei pasti effettuati, durante i nove mesi di gestazione. Parlare di alimentazione in gravidanza significa innanzitutto sfatare un luogo comune assai diffuso e purtroppo spesso pericoloso. Ossia quello di credere che, di colpo, "dal momento in cui siamo in due" occorra anche "mangiare per due". Allo stesso modo è assolutamente scorretto anteporre preoccupazioni di carattere puramente estetico al benessere proprio e del proprio bambino.Controllo del Peso in Gravidanza
Partiamo quindi con il ricordare e sottolineare alcune regole fondamentali da seguire e alcuni criteri basilari da rispettare. Ad esempio, occorre innanzitutto prestare attenzione alle misure iniziali - pre-gravidiche - della gestante e calcolare il suo indice di massa corporea o Body Max Index. La formula da utilizzare è molto semplice. Basta dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. In altre parole, ipotizziamo di avere a che fare con una certa signora Maria. E mettiamo che questa, all'inizio dei nove mesi di gravidanza, misuri 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso. Il calcolo da effettuare sarà 65 diviso 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell'intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che la signora Maria ha un indice di massa corporea nella norma (verrà definita "normopeso") e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potrà fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.
Se il suo body mass index fosse invece risultato inferiore a 19,8, la signora Maria sarebbe stata definita "magra" o - soprattutto in caso di valori inferiori a 18,5 - addirittura "sottopeso". Per lei verrebbe quindi giudicato fisiologico un aumento di peso in gravidanza compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Al contrario una signora che iniziasse la propria gestazione con un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovrebbe cercare di limitare la propria crescita ponderale durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Una donna, infine, che presenti un indice di massa corporea superiore a 30 già prima di rimanere incinta (quindi tendente all'obesità), non dovrà aumentare in gravidanza più di 7 chilogrammi.
Il secondo concetto da rimarcare si riferisce alla distribuzione - fisica e temporale - dei chili che la donna viene ad acquistare nel corso delle quaranta settimane in questione. Intanto occorre ricordare che l'aumento di peso è molto più significativo nella seconda metà della gravidanza (dalla ventesima settimana in poi). Quindi l'aver mantenuto un buon peso nelle prime venti settimane non deve diventare il pretesto per lasciarsi andare nella fase successiva.
Inoltre dobbiamo tenere presente che tale aumento di peso non è imputabile solo ed esclusivamente ad un corrispondente aumento di grasso corporeo ma anche a molti altri fattori: il feto ad esempio, che alla fine della gestazione graverà sulla bilancia per circa tre chili e mezzo. E ancora il liquido amniotico in cui questo è immerso e naturalmente la placenta che, da sola, arriverà a pesare circa 500 grammi.
Inoltre la maggior parte delle donne in gravidanza dovrà fare i conti con problemi più o meno intensi di ritenzione idrica, quindi con edemi e gonfiori, soprattutto agli arti inferiori; per quanto fastidiosi, questi rappresentano l'inevitabile e necessario effetto delle trasformazioni ormonali tipiche di questa fase. Non parliamo poi degli altrettanto fisiologici aumenti che riguarderanno l'utero, il seno e lo stesso sangue circolante.
Il dato positivo, se così lo vogliamo definire, riguarda però il post-parto. Ovviamente i chili dovuti al feto e agli annessi come la placenta verranno persi immediatamente dopo la nascita del bambino. Allo stesso modo, salvo particolari condizioni patologiche, i problemi di ritenzione idrica verranno smaltiti piuttosto rapidamente.
Resteranno invece da "riassorbire" i veri chili di tessuto adiposo accumulati in gravidanza. Ecco perché un aumento controllato di peso durante la gestazione renderà anche il recupero successivo più semplice e indolore.
Lo stesso recupero della forma fisica dopo il parto, d'altra parte, dovrà rispettare tempi e modalità ben precise. Alcuni, un po' provocatoriamente, affermano addirittura che la gravidanza duri 18 mesi invece di nove. I primi nove servono per formare, sviluppare e far nascere il bambino. I secondi nove servono invece a riportare la madre a condizioni fisiche simili a quelle pre-gravidiche. Un obiettivo possibile ma da perseguire in modo controllato e senza rischiose impazienze.


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