lunedì 7 aprile 2014

gravidanza

LA DONNA E LA MAGIA DELLA GRAVIDANZA 
 
La gravidanza rappresenta per ogni donna un evento assolutamente speciale. Un essere umano si sviluppa e cresce attraverso un altro essere umano per poi nascere! Diventare mamma, perciò, è un’esperienza emozionale, fisica e mentale, fortissima. In questa rubrica tratteremo alcuni suggerimenti attraverso i quali aumentare la propria attenzione sul proprio corpo e sul bimbo che si porta in grembo, imparando così a conoscersi meglio proprio mentre lui sta crescendo.Il parto è un evento di portata simbolica enorme. Pochi altri momenti della vita sono altrettanto intrisi di carnalità e poesia, paura e meraviglia!

 Non è sempre facile capire i segnali che il nostro corpo trasmette: a volte la voglia di rimanere incinta induce in errore e alcuni segnali possono essere fraintesi. Per avere la certezza, quindi, è sempre meglio fare un test di gravidanza. Ecco però quali sono i segnali più comuni di una gravidanza in corso.


Segnali di gravidanza

  • Capezzoli più scuri Per effetto degli ormoni della gravidanza e dell’aumentata irrorazione sanguigna, l’areola e la vulva diventano più scure. Probabilmente i piccoli rilievi sull’areola, i cosiddetti tubercoli di Montgomery, appaiono più sporgenti e di un marrone più intenso.
  • Seno più sensibile Non riesci più a dormire a pancia in giù? Per effetto della tempesta ormonale che si scatena subito dopo la fecondazione, le ghiandole mammarie crescono, il seno diventa più grosso e più duro e la donna spesso avverte una tensione dolorosa.
  • Piccole perdite marroni Queste perdite possono verificarsi anche all'inizio della gravidanza. Tuttavia bisogna sempre consultare il medico. Le perdite di colore marrone possono infatti avere anche molte altre cause.
  • Sensibilità agli odori Molte donne incinte sono particolarmente sensibili agli odori. In gravidanza tutti i sensi si affinano. I ricercatori ipotizzano un ingegnoso disegno della natura: gli alimenti facilmente deperibili come la carne e il pesce, ma anche sostanze che si dovrebbero evitare (alcol, caffè, sigarette) vengono percepiti dalle future mamme come sgradevoli. Questo meccanismo protegge la mamma e il bambino.
  • Pancia dura e gonfia L’aumentata produzione del progesterone in gravidanza limita l’attività dell’intestino, causando stitichezza e sensazione di gonfiore. Problemi di questo tipo si possono però avere anche indipendentemente da una gravidanza.
  • Tensione al basso ventre Avverti una tensione al basso ventre diversa dal solito mal di pancia che precede il ciclo? L’utero si prepara alla gravidanza e ciò è accompagnato appunto da una tipica tensione al basso ventre. L’utero cresce, l’irrorazione sanguigna aumenta, compaiono nuovi vasi. Questa trasformazione viene percepita dalle mamme in attesa e molte dicono: “Nella mia pancia sta succedendo qualcosa”. Per la maggior parte delle donne l’iniziale senso di fastidio dovuto al bambino che cresce nella pancia è diversa dai disturbi al basso ventre che si hanno con il ciclo.
  • Fame da lupi Il processo di trasformazione che inizia con la gravidanza richiede forze e il corpo consuma più energia. Per questo motivo molte mamme in attesa hanno più appetito. Tuttavia le donne vengono assalite da attacchi di fame anche prima delle mestruazioni oppure in periodi di forte stress. Nei primi tre mesi a letto presto e dieta equilibrata.
  • Stanchezza L’inizio della gravidanza è accompagnato dalla stanchezza e a volte anche da un senso di vertigini. Il motivo: nei primi mesi la pressione del sangue si abbassa un po’. Farsi la doccia alternando acqua calda e acqua fredda, un’alimentazione equilibrata e passeggiate all’aria aperta possono migliorare la condizione fisica generale. Vertigini e stanchezza possono anche essere dovute ad anemia: basta fare gli esami del sangue.
  • Stimolo di fare pipì Man mano che la gravidanza procede e la pancia cresce, il bisogno di urinare aumenta. Ma anche nello stadio iniziale molte donne devono andare in bagno più spesso del normale. Ciò dipende dal più alto livello di estrogeno. Questi ormoni rilassano i tessuti, allentano i muscoli e per questo anche l’uretra resiste meno a lungo alla pressione della vescica.
  • Malessere al mattino Questo cliché si addice perfettamente a una gravidanza. Soprattutto se si ripete per più giorni consecutivi. Il responsabile della sensazione di malessere è l’ormone della gravidanza HCG. Alcune donne sono molto sensibili a questo ormone, altre meno. Una volta appurata la gravidanza, l’agitazione legata alla novità può aumentare il senso di nausea. In caso di frequenti attacchi di vomito la futura mamma deve parlarne al medico.
  • Come un leggero strappo all’inguine All’inizio della gravidanza viene prodotto molto più estrogeno, che allenta i legamenti in modo che possano adattarsi alla pancia che cresce. Ciò si manifesta appunto con una sensazione di tensione o puntura nella regione inguinale. Il dolore può comunque essere dovuto anche a uno strappo.


ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA 

 Alimentazione in gravidanza

Prima Regola: Non Mangiare per due!

Parlare di alimentazione in gravidanza significa prestare attenzione alla quantità, alla qualità e alla distribuzione dei cibi assunti, e dei pasti effettuati, durante i nove mesi di gestazione. Parlare di alimentazione in gravidanza significa innanzitutto sfatare un luogo comune assai diffuso e purtroppo spesso pericoloso. Ossia quello di credere che, di colpo, "dal momento in cui siamo in due" occorra anche "mangiare per due". Allo stesso modo è assolutamente scorretto anteporre preoccupazioni di carattere puramente estetico al benessere proprio e del proprio bambino.
 Alimentazione in gravidanza

Controllo del Peso in Gravidanza



Partiamo quindi con il ricordare e sottolineare alcune regole fondamentali da seguire e alcuni criteri basilari da rispettare. Ad esempio, occorre innanzitutto prestare attenzione alle misure iniziali - pre-gravidiche - della gestante e calcolare il suo indice di massa corporea o Body Max Index. La formula da utilizzare è molto semplice. Basta dividere il proprio peso per la propria altezza al quadrato. In altre parole, ipotizziamo di avere a che fare con una certa signora Maria. E mettiamo che questa, all'inizio dei nove mesi di gravidanza, misuri 170 centimetri di altezza per 65 chilogrammi di peso. Il calcolo da effettuare sarà 65 diviso 2,89 (ossia 1,70 al quadrato). Il risultato sarà 22,49, quindi compreso nell'intervallo standard tra 19,8 e 26. Ciò significa che la signora Maria ha un indice di massa corporea nella norma (verrà definita "normopeso") e che nel corso dei nove mesi di gravidanza potrà fisiologicamente aumentare tra gli 11,5 ed i 16 chilogrammi.
Se il suo body mass index fosse invece risultato inferiore a 19,8, la signora Maria sarebbe stata definita "magra" o - soprattutto in caso di valori inferiori a 18,5 - addirittura "sottopeso". Per lei verrebbe quindi giudicato fisiologico un aumento di peso in gravidanza compreso tra i 12,5 e i 18 chilogrammi. Al contrario una signora che iniziasse la propria gestazione con un indice di massa corporea compreso tra 26 e 29 dovrebbe cercare di limitare la propria crescita ponderale durante i nove mesi tra i 7 e gli 11,5 chilogrammi. Una donna, infine, che presenti un indice di massa corporea superiore a 30 già prima di rimanere incinta (quindi tendente all'obesità), non dovrà aumentare in gravidanza più di 7 chilogrammi.



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Alimentazione in gravidanza

Il secondo concetto da rimarcare si riferisce alla distribuzione - fisica e temporale - dei chili che la donna viene ad acquistare nel corso delle quaranta settimane in questione. Intanto occorre ricordare che l'aumento di peso è molto più significativo nella seconda metà della gravidanza (dalla ventesima settimana in poi). Quindi l'aver mantenuto un buon peso nelle prime venti settimane non deve diventare il pretesto per lasciarsi andare nella fase successiva.
Inoltre dobbiamo tenere presente che tale aumento di peso non è imputabile solo ed esclusivamente ad un corrispondente aumento di grasso corporeo ma anche a molti altri fattori: il feto ad esempio, che alla fine della gestazione graverà sulla bilancia per circa tre chili e mezzo. E ancora il liquido amniotico in cui questo è immerso e naturalmente la placenta che, da sola, arriverà a pesare circa 500 grammi.
Inoltre la maggior parte delle donne in gravidanza dovrà fare i conti con problemi più o meno intensi di ritenzione idrica, quindi con edemi e gonfiori, soprattutto agli arti inferiori; per quanto fastidiosi, questi rappresentano l'inevitabile e necessario effetto delle trasformazioni ormonali tipiche di questa fase. Non parliamo poi degli altrettanto fisiologici aumenti che riguarderanno l'utero, il seno e lo stesso sangue circolante.
Il dato positivo, se così lo vogliamo definire, riguarda però il post-parto. Ovviamente i chili dovuti al feto e agli annessi come la placenta verranno persi immediatamente dopo la nascita del bambino. Allo stesso modo, salvo particolari condizioni patologiche, i problemi di ritenzione idrica verranno smaltiti piuttosto rapidamente.
Resteranno invece da "riassorbire" i veri chili di tessuto adiposo accumulati in gravidanza. Ecco perché un aumento controllato di peso durante la gestazione renderà anche il recupero successivo più semplice e indolore.
Lo stesso recupero della forma fisica dopo il parto, d'altra parte, dovrà rispettare tempi e modalità ben precise. Alcuni, un po' provocatoriamente, affermano addirittura che la gravidanza duri 18 mesi invece di nove. I primi nove servono per formare, sviluppare e far nascere il bambino. I secondi nove servono invece a riportare la madre a condizioni fisiche simili a quelle pre-gravidiche. Un obiettivo possibile ma da perseguire in modo controllato e senza rischiose impazienze.



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Un "viaggio" nel viaggio.

Capita spesso, durante i viaggi, di perdersi guardando fuori dal finestrino. Di pensare a tutto, di fare giri immensi con fantasia ed immaginazione. Viaggiare significa vivere in “un tempo fuori dal tempo”, è come se ti fermassi per viaggiare solamente con il pensiero e con le emozioni. Seduta nel tuo piccolo posto, guardo fuori, tutto scorre velocemente come in un film, come in una fotografia sfuocata dove nulla è veramente importante, dove ci sei solo tu. Una sensazione di libertà che si unisce alla voglia di andare lontano, quasi di fuggire, almeno per degli istanti. Guardare fuori dal finestrino ha un fascino innegabile. Che sia un’auto, un treno, un bus, una casa. Uno sguardo, attraverso il vetro, lo si butta sempre. 
 
E' bello vedere poi, che bastano un paio di cuffiette e la tua musica preferita, per ammirare meglio quello che ci circonda ogni giorno e non notiamo, e soprattutto vedere dove la nostra mente riesce ad arrivare.

lunedì 31 marzo 2014

Donne dello Sport
Federica Pellegrini (Italia, Nuoto)  

E' vero, ha deluso tutti a Londra, ma è senza ombra di dubbio ancora una delle nuotatrici più forte al mondo.







 Serena Williams (USA, Tennis) 

E’ riuscita a riprendersi il trono di miglior giocatrice del mondo. Quando sta bene, ha ben poche rivali.








 Carolina Kostner (Italia, Pattinaggio)

Altalenante, ma comunque capace di vincere ancora il titolo di campionessa europea anche nel 2013 a Zagabria.







 Allyson Felix (USA, Atletica) 

Una delle donne più veloci al mondo e grande protagonist a Londra 2012 con 3 medaglie d’oro portate a casa.









Josefa Idem (Italia, Canoa)

L'altra vera leggenda dei giochi. Quarantasette anni, otto olimpiadi. Un'atleta, una donna per la quale è difficile trovare aggettivi.

giovedì 27 marzo 2014

#1: La mia ex …
Quando esci con una ragazza, non nominare  il nome della tua ex invano. 
Se è lei a domandarti della tua ex, rispondigli che è una storia finita
e che parlarne è talmente noioso.

#2: "Fai come vuoi!"
Per non arrivare al “torto” e non “apparire” disinteressato il segreto sta nel partecipare alla conversazione rilanciando la domanda. Quindi anche se l’argomento è noioso o molesto, se viene estratto durante la semifinale di Champions League contro il Barcellona, negli ultimi cinque minuti di quella partita, l’uomo ha il dovere di esserci nella discussione, interagendo astutamente e rilanciando il quesito alla propria metà. 


#3: "Ma cosa hai fatto ai capelli?"
Ci sono due strade per arrivare al medesimo risultato
 quando ti trovi faccia a faccia con il nuovo look della tua ragazza.

La prima, sbagliata, è questa  "Cos'hai fatto in testa? ' ne è la variante.
La seconda, giusta, consiste nel dire “Come stai bene con questo nuovo taglio!”
Anche se non è vero? Si, anche se non è vero.

 #4: "Ti sei ingrassata amore?!"
Quell' "amore" NON ti servirà a nulla.
GAME OVER

lunedì 24 marzo 2014


 Ai Limiti Del Paradosso, Il Fenomeno Pasqualina!
  

http://www.youtube.com/watch?v=iEaYIGToj_k


 

 Rita Levi Montalcini



Nata a Torino il 22 aprile 1909, Rita Levi-Montalcini è stata la più grande scienziata italiana. Unica italiana insignita di un premio Nobel «scientifico« (per la medicina e la fisiologia), ottenuto nel 1986, è stata anche la prima donna a essere ammessa all’Accademia pontificia delle scienze. Dal 1° agosto 2001 era senatrice a vita della Repubblica italiana. Il padre (Adamo Levi) era un ingegnere, mentre la madre (Adele Montalcini) era una pittrice, e con la gemella Paola (deceduta nel 2000) si divise i talenti dei genitori: a Rita andò l’amore per la scienza del padre, a Paola le qualità di artista della madre. Contrariamente ai voleri del padre, proseguì negli studi e si iscrisse a medicina all’Università di Torino, dove si laureò nel 1936 con 110 e lode. Negli anni Trenta l’università del capoluogo piemontese era una culla di talenti straordinari: uno dei suoi maestri fu Giuseppe Levi (padre della scrittrice Natalia Ginzburg) e tra i suoi compagni di studi figurano altri due futuri premi Nobel: Salvador Luria e Renato Dulbecco.
 

LEGGI RAZZIALI 

A causa delle leggi razziali di Mussolini, andò a Bruxelles. Ritornò a Torino poco prima dell’invasione nazista del Belgio. Non potendo più frequentare l’università in quanto ebrea, riuscì ad allestire un piccolo laboratorio di ricerca nella sua camera da letto. Dopo i bombardamenti alleati si rifugiò in campagna, ma in seguito all’8 settembre 1943, per evitare i rastrellamenti, andò a Firenze nascondendosi per non essere arrestata e deportata in Germania. Dopo la liberazione, nel 1947 le venne offerta una cattedra alla Washington University di St.Louis dove, all’inizio degli anni Cinquanta, fece la sua scoperta più importante: la proteina del fattore di crescita del sistema nervoso (Ngf), studio che trent’anni dopo venne premiato con il Nobel, una ricerca fondamentale per la comprensione dei tumori e con ricadute importanti nella cura di malattie come Alzheimer e Sla.
 

IL RITORNO IN ITALIA 

Una volta in pensione, nel 1977 ritornò in Italia, con la quale non aveva mai interrotto i rapporti – negli anni Sessanta e Settanta collaborò in numerose occasioni con il Cnr e non lasciò mai la nazionalità italiana per diventare cittadina statunitense. Nel 1987 ricevette dal presidente Ronald Reagan la Medal of Science, il più alto riconoscimento scientifico americano. Sebbene dichiaratamente atea, donò una parte del premio in denaro del Nobel per la costruzione di una sinagoga a Roma.
 

RICONOSCIMENTI  

Innumerevoli i suoi riconoscimenti nazionali e internazionali, ai quali vanno sommate oltre venti lauree honoris causa. Membro delle più prestigiose accademie scientifiche mondiali, tra le quali la Royal Society britannica e la National Academy of Sciences americana. Dal 2001 era senatrice a vita. La sua autobiografia, Elogio dell’imperfezione, venne pubblicata nel 1987, ampliata poi con Cantico di una vita (2000), che contiene alcune delle numerose lettere che scambiò negli anni con la sua famiglia e in particolare con l’amata gemella Paola. Anche molto anziana continuò la sua opera instancabile a favore della ricerca («Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente», disse in un’intervista a Wired in occasione dei suoi 100 anni), per le pari opportunità e per la diffusione della cultura intesa come base per costruire una società migliore.



 MADRE TERESA DI CALCUTTA
  

Madre Teresa di Calcutta, è stata una religiosa e beata albanese, di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.
Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo.
Ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II.

 

La giovinezza e l'arrivo in India


Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje in una benestante famiglia di genitori albanesi. All'età di otto anni rimase orfana di padre e la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche. A partire dall'età di dieci - quattordici anni partecipò alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, in particolare quelle del coro, del teatro e dell'aiuto alle persone povere. In quel periodo cominciò a conoscere l'India tramite le lettere di missionari gesuiti attivi nel Bengala.
Nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti entrando come aspirante nelle Suore di Loreto, un ramo dell'Istituto della Beata Vergine Maria che svolgeva attività missionaria in India. Dopo un primo colloquio a Parigi, venne inizialmente inviata a Dublino, in Irlanda, dove si fermò sei settimane per imparare le prime nozioni di inglese e ricevere il velo di postulante.
Nel gennaio 1929 raggiunse l'India dove, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling, alle pendici dell'Himalaya, per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese e bengali e insegnando nella scuola annessa al convento. Svolse anche un'attività come aiuto-infermiera che la mise in contatto con la realtà dei malati. Il 24 maggio 1931, prese i voti temporanei, assumendo il nome di Maria Teresa, ispirandosi a santa Teresa di Lisieux.

 

Le Missionarie della Carità


Nel 1950, Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e "di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti". Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary. Stabilì come divisa un semplice sari bianco a strisce azzurre, pare fu scelto da Madre Teresa perché era il più economico fra quelli in vendita in un piccolo negozio ma soprattutto perché aveva i colori della casta degli intoccabili, la più povera dell'india.
Il numero di persone che desideravano seguire l'esempio di Madre Teresa crebbe rapidamente, tanto che le stanze messe inizialmente a disposizione da Gomes si rivelarono presto inadeguate. Nel febbraio 1953 le suore poterono quindi spostarsi in una nuova sede a 54A Lower Circular Road, messa a loro disposizione dall'arcidiocesi di Calcutta, che ospita tuttora la casa madre delle Missionarie della Carità. Lo stile di vita voluto da Madre Teresa, ispirato in parte a san Francesco, prevedeva un'austerità rigorosa, in linea con la condizione di vita dei poveri e con la necessità di preservare gli ideali del nuovo ordine.

 

Gli ultimi anni di vita e la morte

 

A partire dalla fine degli anni ottanta, le sue condizioni peggiorarono: dopo un primo ricovero nel 1983, nel 1989 in seguito a un infarto le fu applicato un pacemaker. Si dimise da superiora dell'Ordine ma in seguito a un ballottaggio fu rieletta praticamente all'unanimità, contando solo qualche voto astenuto. Accettò il risultato e rimase alla guida della congregazione.
Il 13 marzo 1997 lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della Carità, alla cui guida subentrò suor Nirmala Joshi. A marzo incontrò papa Giovanni Paolo II per l'ultima volta, prima di rientrare a Calcutta dove morì il 5 settembre seguente, all'età di 87 anni.

La sua scomparsa suscitò grande commozione nel mondo intero: l'India le riservò solenni funerali di stato, che videro un'enorme partecipazione popolare e la presenza di importanti autorità del mondo intero. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, arrivò persino a dichiarare: "Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo." Nawaz Sharif, Primo Ministro del Pakistan, disse inoltre che Madre Teresa era "un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi. La sua lunga vita di devozione alla cura dei poveri, dei malati e degli svantaggiati è stata uno dei più grandi esempi di servizio alla nostra umanità."






" Il sorriso è una maschera o un mantello che copre ogni cosa".